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Automazione carrelli abbandonati – ottieni il massimo impatto!

Best practice per recuperare vendite perse e aumentare le conversioni automatizzando il follow-up sui carrelli abbandonati.

20 Gen 20255Min. tempo di letturaAnders Stokholm JessenAnders Stokholm Jessen

FacebookTutti i visitatori che aggiungono prodotti al carrello nel tuo shop concludono davvero l’acquisto? Se sì, sei un fenomeno oppure molto fortunato.

Per tutti gli altri servono strategie per trattenere i visitatori e convertirli in clienti, ed è meglio se queste azioni sono automatizzate per massimizzare il ritorno sull’investimento. In questo articolo, ti spiego cos’è l’automazione dei carrelli abbandonati e come sfruttarla.

Sommario:

Cosa sono le email per il carrello abbandonato?

Le email per il carrello abbandonato (note anche come abbandono del carrello) fanno parte del remarketing: invii una mail a chi ha aggiunto prodotti al carrello ma ha lasciato il sito senza completare l’acquisto. L’email ricorda gli stessi prodotti lasciati nel carrello.

Così aiuti il cliente a riprendere rapidamente il processo di acquisto.

Informazione importante! Per inviare l’email, devi possedere l’indirizzo del cliente e, soprattutto, il suo consenso al contatto.

Best practice per le email di carrello abbandonato

Mantieni un messaggio unico

Sii chiaro e diretto: ogni email deve trasmettere un solo obiettivo. Se aggiungi troppe opzioni, il cliente deve compiere più scelte. Rendi l’azione lineare, così la decisione principale rimane una: completare l’acquisto. Evita email che invitano anche a seguirti su Facebook o vedere offerte: sii focalizzato, il messaggio deve essere chiarissimo!

Invia più di una email

Una sola email spesso passa inosservata e raramente dà risultati. Quindi sì, puoi inviare più messaggi, se sono mirati e rilevanti. Ma attenzione!
Non fare spam ai tuoi clienti. Molti trovano fastidiose queste email (soprattutto se mal costruite). Consigliamo non più di 3 email nella sequenza di recupero.

Scegli un oggetto accattivante

Tutti abbiamo l’inbox piena e l’oggetto dell’email fa la differenza. Trova la formula giusta, testa più versioni e utilizza l’oggetto che produce più aperture.

Pensa multicanale

A seconda del tuo marketing, avrai più canali di remarketing. Considera come il flusso di recupero carrelli si integra con altri, per esempio Facebook.

Ottimizza la pagina di atterraggio

Dove portare chi clicca sulla CTA? In homepage o sul carrello lasciato? La risposta è una via di mezzo: spesso la ricerca inizia da mobile e si conclude da PC. Assicurati che l’utente ritrovi il carrello ovunque sia, altrimenti rischia di trovarlo vuoto se cambia dispositivo.

Aggiungi un incentivo

Serve una spinta in più? Puoi offrire uno sconto o un regalo se completano l’ordine. Non dovrebbe mangiare tutto il profitto, ma deve essere abbastanza interessante per convincere l’utente.

Cogli il momento giusto

La sequenza di recupero deve partire appena dopo l’abbandono. Di norma, manda la prima email a distanza di un’ora. Il giorno dopo, ricorda l’acquisto magari aggiungendo un codice sconto. Attendere troppo rischia che il cliente compri altrove.

Cosa evitare nelle email di carrello abbandonato

Non chiedere tutto insieme

Troppi messaggi confondono il cliente e hanno effetti negativi. Sii lineare e proponi una sola azione. Troppa comunicazione fa perdere il focus. L’obiettivo è uno solo: vendere!

Non tempestare il cliente

Nessuno vuole essere bombardato di email. Come già detto, una mail sola non basta, ma troppe compromettono la fiducia. Limita a 3 email, sempre pertinenti.

Non cambiare identità di brand

È fondamentale che il cliente riconosca subito il mittente. Stile, colori, tono devono essere coerenti con la comunicazione solita: se usi l’umorismo o l’autorità, mantienili anche qui. In caso contrario, rischi che l’utente non ti riconosca.

Non esagerare con i codici sconto

Dare un incentivo è utile, ma senza esagerare: rischi di abituare i clienti ad acquistare solo se c’è uno sconto. Consideralo solo come ultima spinta.

Invia subito le email

R-I-L-E-V-A-N-Z-A significa anche being tempestivi: invia subito le email, meglio entro un’ora dall’abbandono del carrello. La maggior parte dei tool come Mailchimp lo permette.

RICORDA!

I tuoi clienti ti affidano il loro indirizzo: non abusare di questa fiducia.
Non fare spam, sii chiaro e punta sempre alla rilevanza!

Sintesi

  • Mantieni un solo messaggio
  • Oggetto email coinvolgente
  • Tempismo perfetto
  • Piccolo incentivo – senza esagerare
  • Rispetta il brand
  • Più email sì, ma niente spam

Con queste regole sei pronto per creare un’automazione efficace su qualsiasi piattaforma: MailChimp, ActiveCampaign o altri sistemi.

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