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Scopri BERT, il nuovo algoritmo di Google che migliora la pertinenza dei risultati di ricerca capendo meglio il contesto delle tue query.
BERT è il più recente aggiornamento dell’algoritmo di Google e potrebbe cambiare il panorama SEO come lo conosciamo. BERT rappresenta un grande passo avanti per Google nella comprensione delle ricerche degli utenti.
BERT è stato introdotto per la prima volta lo scorso anno. Il nome BERT è l’acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers.
Questo significa che BERT può interpretare il senso corretto di una parola guardando alle parole che la precedono e la seguono. Se tutto va secondo i piani di Google, BERT renderà la comprensione delle ricerche migliore rispetto al modello attuale, che considera le parole solo in sequenza.
In questo articolo scoprirai:
Attualmente BERT è ancora in fase di test. Google sta utilizzando diversi modelli di BERT per comprendere meglio le query degli utenti. Col tempo, però, BERT influenzerà sia i risultati standard che gli snippet in primo piano.
Al momento BERT non viene utilizzato per il 100% delle ricerche. Attualmente, viene applicato solo a 1 ricerca su 10 negli Stati Uniti su query in lingua inglese. Google ha dichiarato che l’algoritmo BERT è così complesso da spingere al limite l’hardware di Google, motivo per cui viene usato solo su un numero limitato di ricerche.
Prima di rivoluzionare completamente la tua strategia SEO in vista dell’arrivo di BERT in Italia, ricorda che BERT analizza le query di ricerca, non i siti web.
Detto questo, in futuro l’aggiornamento BERT potrebbe aver un impatto importante sulla SEO on-page. Gli esperti SEO dovranno concentrarsi di più sull’intento di ricerca degli utenti. Contenuti superficiali non saranno premiati con BERT.
Google ha testato BERT e le diverse versioni dell’algoritmo, mostrando esempi visivi di come possono cambiare i risultati.
Poco prima di BERT, ricerche come “2019 brazil traveler to usa need a visa” restituivano articoli riguardanti americani in viaggio in Brasile, mentre la vera domanda chiedeva info sui visti dal Brasile verso gli USA.
Questo dimostra come BERT migliori la pertinenza, restituendo risposte più accurate proprio grazie a COME interpreta la query.
Altri esempi:
Prima, Google abbinava la parola “stand” con “stand-alone”, sbagliando il contesto. Grazie a BERT, viene capito che la domanda riguarda lo stare in piedi per molte ore, e la risposta è più precisa.
Anche qui, Google faticava a capire l’espressione “no curb”, restituendo risultati fuorvianti. BERT invece valuta tutti i dettagli e coglie sfumature che fanno la differenza per offrire risposte davvero pertinenti.
La best practice oggi è concentrarsi sull’intento di ricerca dell’utente piuttosto che sulla densità delle keyword. Una volta bastava ripetere la parola chiave per salire nei risultati.
Questo trucco oggi è superato. Ora è importante pensare ai lettori reali. Esistono tre tipologie di keyword legate all’intento:
Dagli esempi visti, BERT influenzerà soprattutto le keyword informative, quelle top-funnel. Per mantenere un buon posizionamento serve lavorare su diverse varianti di keyword correlate e fornire risposte chiare e precise alle domande degli utenti.
Google non ha confermato né smentito, ma alcuni esperti SEO sostengono che BERT sia anche a sostegno dell’aggiornamento E-A-T (Competenza, Autorevolezza, Affidabilità).
Google è composto da strati e strati di algoritmi che interagiscono tra loro. BERT è un algoritmo linguistico, mentre E-A-T riguarda la qualità dei contenuti. Hanno funzioni diverse con un obiettivo comune.
Non pensare che ogni aggiornamento agisca in modo isolato: spesso decine di algoritmi lavorano insieme per restituire i migliori risultati.
C’è molta confusione e click-bait su BERT. Si trovano online molte idee sbagliate nell’ambiente SEO. Ecco i principali miti:
BERT non richiede di ottimizzare solo per keyword long-tail. Il suo obiettivo è capire meglio l’intento degli utenti per proporre risultati pertinenti.
Perciò anche Google raccomanda da tempo di scrivere pensando agli utenti e non soltanto ai motori di ricerca.
C’è chi pensa che sia una novità marginale. Ma Google ha detto che negli USA BERT influenza 1 ricerca su 10, e non è poco! È difficile dire quanto influenzerà l’Italia, ma ignorare BERT nella strategia SEO sarebbe un errore.
In rete trovi ormai articoli, forum e video su BERT per tutti i gusti. Le opinioni sono contrastanti: chi pensa che rivoluzionerà la SEO, chi invece ridimensiona la sua importanza.
Google ha dichiarato che BERT è il più grande aggiornamento degli ultimi 5 anni, un’affermazione davvero rara.
Noi di Wemarket crediamo che BERT abbia un grande potenziale per cambiare la SEO: rimani sempre aggiornato ed esamina in modo critico ciò che leggi.
Se hai dubbi su BERT o servono consigli sulla SEO, contattaci!
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