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Come creare la landing page perfetta – 9 semplici passi per arrivare in cima

Consigli pratici per creare una landing page che coinvolge e trasforma i visitatori in clienti.

04 Gen 20253Min. tempo di letturaSimon HennebergSimon Henneberg

Landing page che convertono – 9 passi per più visitatori

Cos’è una landing page? E come ottimizzarla al meglio?

In parole semplici, una landing page è qualsiasi pagina del tuo sito. Può essere una pagina categoria, prodotto o altro.

La creazione di landing page di qualità dipende dall’intento di ricerca. Se cerco “Acquista scarpe Nike bianche”, mi aspetto di arrivare su una pagina con risultati pertinenti, senza specificare modello o misura.

Questo significa che l’utente vuole vedere una selezione di scarpe bianche del brand Nike. Se hai questi prodotti ma nessuna landing dedicata, sarà quasi impossibile posizionarsi ai primi posti su Google.

Allora… iniziamo. Abbiamo visto cos’è una landing page e la sua importanza. Ma da dove partire? Su cosa concentrarsi?

Continua nella lettura per scoprire i miei migliori consigli per ottimizzare il tuo sito.

 

Da dove iniziare?

Hai problemi ad attirare visitatori da Google o fatichi a farli restare?

Se ti riconosci, è il momento di prestare attenzione!

In questo articolo condivido i miei 9 step per la landing perfetta, con suggerimenti per ottimizzare i tuoi contenuti e aumentare visite e vendite.
Una buona landing page è fatta di centinaia di fattori. Ecco i miei 9 preferiti – da non trascurare assolutamente:

1. Titolo pagina e meta descrizione ottimizzati

Ti è mai capitato di cercare risposte? Non sai chi chiedere e vai su Google! Se Google non sa rispondere, forse la domanda è errata. 

Nei risultati Google, incontri prima gli annunci. Poi quelli organici, come nell’immagine seguente: 

 

Per ottimizzare una landing per una parola chiave, questa deve essere la prima nel titolo – e ricorrere una-due volte nella meta descrizione. Titolo e meta sono il primo impatto per il potenziale visitatore/cliente. La meta influisce sui CTR, tasso di click, che Google considera parametro di ranking. 

Il titolo dovrebbe avere 30-60 caratteri, la meta tra 135 e 160.

Verifica la lunghezza con questo strumento.

Esempio titolo e meta:

Titolo: Parola chiave | Spedizione gratis e consegna rapida | miosito.it »

Meta: Parola chiave – Acquista la parola chiave a poco su miosito.it. Consegna in tutta Italia e prezzo imbattibile online | Scopri di più »

2. Intestazioni – H1, H2, H3…

Ogni landing sul tuo sito deve avere almeno un H1. Ma solo uno. Un buon H1 inserisce la parola chiave, meglio se plurale, magari con una USP:

Esempio: SEO – raggiungi la vetta di Google!

Sottotitoli nella landing

Suddividere la pagina in sezioni aiuta a renderla leggibile. Ogni sezione dovrebbe avere H2 o H3, così l’utente individua subito ciò che cerca.

Un buon H2/H3 può essere una versione long-tail, una variante o una parola correlata.

3. Testo principale – il contenuto è re!

Contenuti originali e di qualità sono ancora tra i principali fattori di ranking per Google. Google ama il testo – e più ce n’è, meglio è. Trova la keyword principale, versioni longtail e parole correlate. Non aver paura di scrivere troppo. Ecco la mia mini guida per scrivere il testo su una pagina:

  1. Individua la parola chiave centrale
  2. Usa la parola chiave nel testo
  3. Cerca e inserisci longtail
  4. Aggiungi keyword semantiche/correlate

Altri consigli per un buon testo li trovi qui.

Fondamentale – scrivi per l’utente, non per il motore di ricerca. Niente keyword stuffing. Usa un linguaggio naturale, scorrevole e coinvolgente.

Le keyword semantiche rendono il testo più leggibile e completo. Ad esempio, per “dimagrimento” potrai usare termini come alimentazione, allenamento, movimento…

4. Video – trasmetti il tuo messaggio

Aggiungere un video alla landing può aiutare sotto molti aspetti. Un video coinvolge, trattiene di più l’utente e permette di mostrare prodotti o servizi al meglio. È ottimo per comunicare conoscenza, offerte e messaggi. Un video personalizza subito la pagina e facilita l’identificazione del visitatore. Se hai un prodotto complesso, mostrare il suo funzionamento lo rende facile da capire.

5. Immagini e grafici

Un’immagine vale più di mille parole. Un detto ancora attuale: sulle landing le immagini possono essere decisive per convertire un visitatore in cliente.

Vale anche per chi vende servizi intangibili, come eventi: mostra foto di precedenti iniziative o attività su misura. Spesso una foto comunica più di tante parole – come descrivere la finale mondiale di pallamano 2019? È molto più semplice mostrare l’entusiasmo di migliaia di spettatori in una foto.

Quando usi immagini nelle landing, ricordati di:

  • Ottimizzare il formato per non rallentare la pagina.
  • Aggiungere testo alternativo (descrizione dell’immagine).
  • Inserire un titolo identificativo.
  • Usare nomi file descrittivi quando carichi immagini.

Alt text, file name e titolo aiutano le immagini a essere visibili nella Google Image Search.

Grafici, infografiche e tabelle sono molto utili per illustrare i punti chiave e attrarre link da altri siti.

Vuoi approfondire l’ottimizzazione immagini e SEO? Scopri di più qui.

6. Call-to-action – Cosa vuoi dall’utente?

Se non sai cosa vuoi che faccia il visitatore, perché portarlo sulla tua pagina? È fondamentale indirizzarlo: che sia acquistare, iscriversi alla newsletter o contattarti, chiarisci subito cosa desideri che l’utente compia. Non avere paura di chiedere: basta non esagerare con troppe richieste insieme.

Una call-to-action efficace dice chiaramente cosa aspettarsi. Su un pulsante “Contattaci”, il visitatore si aspetta contatti, né più né meno!

Anche i pulsanti “aggiungi al carrello” seguono la stessa logica. Usa leve psicologiche, ad esempio:

Leva sociale

Siamo portati a imitare il comportamento altrui. Per newsletter un pulsante può essere:

Unisciti agli altri 500, iscriviti ora!

Scarsità

Spingere sulla scarsità: se i tuoi prodotti vanno spesso esauriti, sfruttala come call-to-action. Esempio:

Acquista ora – quantità limitata!

CTA e shop online sono fondamentali per il fatturato. Niente vendite?, comincia da qui.

7. Link interni

I link interni servono a molte cose, ma non bisogna inserirli solo per “dovere”. Devono essere utili – sia per Google che per l’utente. Linka solo a pagine effettivamente correlate.

Vuoi sapere perché il link interno è fondamentale per una buona landing? Continua a leggere. 

Primo: aiutano il visitatore. Se non trova la pagina desiderata, offri alternative o almeno porta il traffico alla categoria superiore.

Secondo: una buona struttura di link migliora l’esperienza utente, facilitando la navigazione verso prodotti/servizi in linea ai suoi bisogni.

Terzo: aiuta Google a comprendere la struttura, tramite i testi ancorati che danno contesto alle pagine collegate.

Quarto: i link interni migliorano anche la link building esterna. Spesso i backlink arrivano sull’homepage: con i link interni puoi distribuire “link juice” alle categorie più rilevanti.

8. Struttura URL

Una struttura URL breve e comprensibile può incidere sul posizionamento.

Fonte: http://backlinko.com/search-engine-ranking

Un URL deve contenere la parola chiave principale, essere breve e intuitivo.

Evita simboli come #, ¤, ?, =, ecc. e lettere speciali. Google fatica con caratteri speciali. Per lettere danesi come æ, ø e å: usa ae, oe, aa.

Se scrivi un post su “come scrivere buoni testi”, così devono essere le URL. I trattini (-) sostituiscono gli spazi, underscore (_) invece uniscono le parole:

Esempio 1 – con trattino: miosito.it/come-scrivere-buoni-testi

Google legge: “come scrivere buoni testi”

Esempio 2 – con underscore: miosito.it/come_scrivere_buoni_testi

Google legge: “comescriverebuonitesti”

Se vuoi cambiare l’URL, usa un redirect 301. Il cambio è visto da Google come una nuova pagina – valuta attentamente. Se stai lanciando un nuovo sito, questa la struttura consigliata:

https://miosito.it/

https://miosito.it/categoria/

https://miosito.it/categoria/sottocategoria/

https://miosito.it/categoria/sottocategoria/prodotto-a/

9. Link in uscita

Quando crei una nuova landing, non sottovalutare i link in uscita. In ambito SEO si parla spesso di link esterni in entrata, ma si dimentica il valore dei buoni link verso fonti autorevoli. Se hai usato risorse, cita la fonte con un link in uscita: Google lo valuta positivamente.

Se opportuno, collega siti esterni che aiutano l’utente più di una tua pagina. Questo migliora l’esperienza.

Un link esterno può essere anche a un partner strategico rilevante per il tuo settore. Se ad esempio sei un interior designer e collabori con aziende di illuminazione, puoi linkarli e aiutare così l’utente. La priorità di Google è aiutare i suoi utenti; se puoi dimostrarlo, puoi guadagnare posizioni.

I link a fonti esterne sono cruciali per YMYL, Your Money Your Life: siti su salute, finanza, sicurezza e-commerce. Qui è importante che l’autore rispetti i criteri E-A-T: Competenza, Autorità, Affidabilità. I link verso siti attendibili aiutano a verificare le informazioni sul tuo sito.

Se parli di “come curare la malattia X”, è fondamentale che l’autore rispetti E-A-T. In caso contrario, Google penalizzerà la pagina. Scrivi sempre su temi delicati inserendo link in uscita a siti autorevoli.

 

Conclusione – ora sei pronto per una landing di successo

Grazie per aver letto! Ora puoi creare una landing page di altissimo livello. Ultimo consiglio: ogni attività è unica. Chiarisci subito i tuoi obiettivi per la landing e segui la guida passo passo.

Ti senti sopraffatto o vuoi concentrarti sul tuo core business? Siamo pronti ad aiutarti con SEO e pagine di atterraggio.

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